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Ferro Fiesta.

In questo spot vediamo un altro dei tanti soggetti di una campagna durata dalla fine degli anni ’80 fino intorno al 1993, in cui vari personaggi della vita comune, come presi a caso da un intervistatore, raccontano cosa significhi per loro avere fame e risolvere il proprio “buco nello stomaco” con una Fiesta Ferrero. Alcuni anni dopo verso la metà degli anni ’90 sentiremo negli spot la famosa frase “non ci vedo più dalla fame“.

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Tra la moltitudine di giocattoli che hanno trovato sucesso negli anni ’80, non si può dimenticare l’ Allegro pirata. Prodotto poco dopo la meta degli anni ’70 dalla casa giapponese Tomy, venne commercializzato con svariati nomi, ad esempio nei paesi inglesi si chiamava Pop Up Pirate, mentre in Italia trovò notorieta come il Pirata Pop Pop. Il gioco è costituito da un parile di plastica con sulla superficie delle fessure in cui dovevano essere infilate delle spade. In una delle tante fessure c’era un meccanismo d’espulsione che faceva saltare la testa del pirata posta sopra il barile. Il gioco consisteva nell’inserire le spade evitando beccare la fessura sbagliata, quella d’espulsione, se si prendeva il gioco finiva.

Le Micro Machines furono inventate nel 1985 da un avvocato del Wisconsin che armeggiando nel suo garage ideò una linea di veicoli giocattolo in miniatura. Queste auto venivano modellate su una scala molto più ridotta rispetto ai veicoli giocattolo tradizionale, mantenendo comunque molti dei dettagli che i ragazzi ricercavano nelle macchinine come l’apertura dei cofani o degli sportelli. Anche se gli acquirenti del settore erano scettici, una campagna pubblicitaria con l’attore John Moschitta (celebre negli States per la parlata molto veloce) proiettò le Micro Machines ad un successo planetario. La Gig ne divenne distributore per l’Italia e sul finire degli anni ’80 i micro-veicoli spopolavano anche nella penisola. Le dimensioni così ristrette e i particolari così curati, portano in maniera quasi naturale a contagiare anche il mondo dei collezionisti, ed ecco che ad oggi la famiglia Micro Machines comprende numerosissime serie: dai mezzi da lavoro a quelli di soccorso, dalle classiche Formula 1 ai motoscafi, gli elicotteri, inserendo inoltre diverse serie speciali come la collezione dei mezzi dei Carabinieri o di molte saghe cinematografiche come Star Trek, James Bond e Predator.

Sul finire degli anni ’70 si scatena una piccola guerra di mercato tra le case dolciarie per produzione di creme spalmabili ed attentare allo stradominio della Nutella. Tra le varie creme che uscirono in commercio, senza dubbio l’unica crema gianduia concorrente a quella di casa Ferrero era Ciao Cream della Star. Nonostante nel 1984 venne lanciata sul mercato Ciao Cream a due gusti, metà nocciola e metà cacao, con una incalzante campagna pubblicitaria, di cui divenne celebre la frase “Eh no! Due gusti due baci!“, gradualmente sul finire del decennio i barattoli di Ciao Cream cominciarono a sparire dagli scaffali dei dolciumi. Attualmente la Star produce una linea di preparati per dessert, dalle mousse ai budini, dai semifreddi alle gelatine chiamata “Ciao Crem” ma della crema spalmabile metà bianca e metà nera non c’è più traccia.

Come si fa a non parlare di cioccolato senza parlare della Kinder? Ancor di più, come si fa a parlare della Kinder senza pensare al faccione del sorridente bambino dagli occhi azzurri sulla confezione delle barrette Kinder Cioccolato, quelle di più latte e meno cacao! Quel faccione, che sul finire degli anni ’60, comincia a fare da testimonial,dapprima in germania, poi negli anni ’80 con la fusione Kinder/Ferrero anche da noi, appartiene ad un’ormai 42enne di Monaco che risponde al nome di Günter Euringer . Il giovincello per aver prestato il suo volto alle barrette della Ferrero ricevette il compenso di 300 marchi tedeschi. Nel 2005 viene rimpiazzato da un bimbo di Bologna che vagamente ne ricorda le fattezze, ma non è più lui. Per fortuna il sapore delle buonissime barrette non è  mai cambiato!

Negli anni ’80 c’è l’esplosione del body building e degli sport di velocità: il corpo deve essere agile ed efficace. La dolcezza insieme alla linea e negli anni ’80 le Dietorelle rappresentavano la libertà di mangiare caramelle senza temere di ingrassare.  La storia di Dietorelle inizia verso la fine degli anni ‘70, in un periodo in cui si avverte una maggiore sensibilizzazione dei consumatori verso i problemi alimentari e la salute. Inizialmente vendute solo nelle farmacie, Dietorelle vede le proprie vendite incrementarsi notevolmente negli anni ’80. Il vero e proprio “boom” dei consumi Dietorelle si rileva però negli anni ‘90, periodo contraddistinto dalla nascita di nuovi modelli di alimentazione e di consumo. Oggi Dietorelle è la caramella senza zucchero più consumata ed apprezzata d’Italia. Oltre alla qualità di queste caramelle senza zucchero vi è un altro elemento particolarmente distintivo: la sua straordinaria gamma di gusti (con oltre 40 varianti), di tipologie (caramelle gommose, dure, ripiene, toffee) e di formati che ne fanno la marca di caramelle con l’offerta più ampia di tutto il mercato in Italia.

In tema di prifumi non poteva mancare lo spot che ha fatto la storia della pubblicità : Egoiste Chanel. Andato in onda nel 1990, lo spot nel suo contesto ci presenta tante donne ben vestite, pettinate, truccate e col cuore in frantumi. La rabbia come chiave di lettura dell’eterna contraddizione femminile sull’incompatibilità/bisogno primario del maschio accanto a sè. Nella pubblicità si vedono tante donne che si mettono a urlare dai rispettivi balconi e a lanciare invettive contro un uomo che sta nel balcone centrale dell’edificio. L’uomo non si vede mai, ma compare la sua mano che appoggia sulla ringhiera il noto profumo Egoiste di Chanel. Lo spot si conclude nel modo che tutti conosciamo: tutte le donne, all’unisono, gridano “Egoiste! Egoiste! Egoiste!…

Gli anni ’80 sono gli anni delle sensazioni forti, il profumo maschile esalta il corpo dell’uomo, le donne affermano e consolidano le loro conquiste professionali con vestiti scollati e fragranze così forti da poter suscitare malessere. Come per l’abbigliamento, il profumo aiuta a distinguere le persone : coloro che portano una fragranza in cui domina per esempio la nota di lavanda, non comunicano lo stesso messaggio di quelli che, al loro passaggio, lasciano un profumo di patchouli. Un profumo che in quegli anni andava di moda tra le donne era Gocce di Napolen, profumo dalla fragranza molto forte. La pubblicità di questo profumo era molto simpatica e allegra: una ragazza con un ombrello canta e balla insieme a un simpatico gattino animato, sulle note di un jingle ispirato a “Raindrops keep falling on my head“, che diventa “Gocce di Napoleon su di me un gatto mi guarda e mi fa un sorriso che goccia su di me – ah sul mio corpo penso a te m’innamoro m’innamoro di te…”


Eccovi uno degli spot che hanno fatto la storia della pubblicità tv degli anni 80. Parodiato spesso e volentieri, lo spot Denim After Shave è diventato celebre per lo slogan “Per l’uomo che non deve chiedere, mai“. Siamo negli anni ’80, le eau de toilette esistono già, ma cominciano a comparire anche i veri e propri profumi da uomo. Il profumo negli anni ’80 riflette le tendenze dell’epoca : il famoso culto del corpo ma anche il debutto della guerra tra i sessi.