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Ieri ho postato un famosissimo spot della Sip con Yvonne Sciò. Oggi presento uno spot che se ben ricordo non è proprio degli anni ’80 ma dei prima anni ’90. Sto parlando della famosissima serie di spot della Sip con Massimo Lopez che viene imprigionato nella legione straniera e deve essere sottoposto all’esecuzione. Prorpio nel momento in cui deve essere fucilato gli viene chiesto l’ultimo desiderio, e quale miglior desiderio puo salvarti la vita? Ma una bella telefonata lunga ore ed ore se non giorni. Appunto come dice lo slogan “Una telefonata allunga la vita“. Quello che vi presento è il primo episodio del celebre spot.

La Sip a partire dalla metà degli anni ’80, realizzò campagne pubblicitarie volte a promuovere sia i nuovi prodotti, sia un’immagine dell’azienda come profondamente rinnovata e proiettata nel futuro. Alcune fra le più note campagne furono affidate a importanti agenzie che operavano nel settore della comunicazione e del marketing di impresa. Un ruolo particolare fu svolto dalla Armando Testa SpA, che, a partire dal 1985, firmò per Sip la campagna che aveva per slogan “Il futuro è in linea“. Nel 1989 sui nostri schermi andava in onda una pubblicità che per testimonial aveva una giovane Yvonne Sciò. La giovane protagonista, dopo le ore 18:30, passava ore ed ore al telefono a parlare con il suo fidanzato, ma la frase che più è rimasta nella nostra memoria è “Ma mi ami, ma quanto mi ami? Ma mi pensi, ma quanto mi pensi? Impossibile dimenticarla!!

A quasi quindici giorni dalla sua scomparasa, voglio ricordare il mitico Raimondo Vianello insieme alla sua compagna di sempre, Sandra Mondaini in uno spot del 1981 testimonial per il Caffè Paulista. Lo spot racconta la storia di un eroe che deve salvare la sua amata da un furfante che vuole rubare il segreto del Caffè Paulista. La scenetta è molto comica; la “dama” Sandra grida disperatamente aiuto, il suo impacciato “cavaliere” Raimondo prova a salvarla cercando di arrampicarsi su una corda, ma ad un tratto la presa cede e Raimondo cade…Si interrompe la caduta e si capisce che era un sogno, un sogno risvegliato dal profumo del caffè che i due coniugi prendo comodamente seduti sul loro divano di casa ed esclamano “il segreto del nostro Paulista è salvo”. Lo spot finisce con lo slogan “E come dice Vianello alla Tv: prendilo caldo e non lo lasci più”. E noi non lasceremo mai i nostri ricordi legati al fantastico Raimondo!

Nel 1988, la De Longhi realizza un famossissimo spot pubblicitario dal sapore tutto tropicale per la promozione di “Caldobagno”, un mini thermo elettrico concepito per il riscaldamento veloce della toilette di casa. Le immagini di questa pubblicità, andata in onda con apprezzabili consensi di pubblico fino al 1994, mostravano, il risveglio della giornata classica di un’altrettanto convenzionalissima coppia italiana composta da un marito goffo e fuori forma accanto a una moglie pimpante e ben tenuta. Balzato giù dal letto per dirigersi prontamente verso il gabinetto, il bizzarro ometto di casa trova ad accoglierlo la pratica stufetta De Longhi capace di rendere l’ambiente riscaldato così confortevole da mutare la vasca da bagno in un limpidissimo fondale oceanico. Memorabili lo scambio di battute fra i due coniugi «Caro, sei in bagno?» – «In bagno?!? In Caldobagnoooo!» – «In Caldobagno?!? Arrivooo!» e il tuffo di lei nella vasca finisce col ritrovarsi accanto al marito, ancora in pigiama, sull’isola equatoriale in cui “il buongiorno si vede dal mattino”.

Gli anni ’80 sono stati per eccellenza, i memorabili anni dell’oggetto, il decennio del trionfo del feticcio. Fra tutti gli arnesi di quel periodo, ce n’è uno che quell’epoca l’ha segnata (e fissata) più di qualsiasi altro: sto parlando della straordinaria Polaroid. La mitica macchina fotografica, che rendeva inutile il passaggio dal fotografo per lo sviluppo delle foto che, grazie a un semplice processo di convergenza della luce su fogli di plastica, ha semplificato la vita a turisti, amatori e fotografi di professione dando a chiunque l’opportunità di scattare e vedere sviluppate le proprie immagini nel giro di pochi secondi sulla speciale carta che veniva caricata nella macchina. La magia di ottenere una foto immediata, dopo il classico sventolio che accelerava il processo di sviluppo rimane uno dei momenti più cari della nostra infanzia, e penso che tutti noi abbiamo qualche polaroid custodita in un album di ricordi.

Chi si ricorda questo spot comicissimo del 1987? Quando ero piccola mi faceva ridere molto, mostrava le peripezie di un idraulico che, appena finito il suo lavoro, vede innumerevoli perdite d’acqua nei muri. Lo sfortunato inizia così a montare un rubinetto dopo l’altro ad una velocità impressionante. Quando finisce, la telecamera indugia sui rubinetti mostrandoceli uno per uno, mentre si sente il popolarissimo jingle: “Si chiama Zucchetti / la libertà / di fare con l’acqua tutto /ciò che ti va!”. L’idraulico ad un tratto sente dinuovo scorrere l’acqua ma questa volta esce da un rubunetto, lo chiude e sembra che vada tutto bene ma, in questo momento, come se fosse un personaggio di un cartone animato, inizia a perdere acqua dalle orecchie, ma lui che è un “domatore d’acqua”, come dice lo slogan, la ferma “chiudendo il naso” come se fosse un rubinetto!

Lo spot della Kodak che sfrutta l’ambientazione spaziale modello Star Wars Ciribiribit Kodak ! Indimenticabile. In un’atmosfera che ricorda Blade Runner (ma con Funicolì Funicolà come colonna sonora), un alieno entra in un negozio per sviluppare una pellicola fotografica pronunciando la memorabile frase “ciripiripì Kodak“, il commesso, l’attore Roberto Della Casa, già presente in altri spot del periodo, mette il rullino nel contenitore della carta semplice e l’alieno con i suoi poteri telecinetici lo sposta nel contenitore delle stampe su carta kodak. Nei mesi successivi vennero realizzati altri 2 “episodi” con i nostri “alieni ciripiripi”.