Category: Tormentone


In tema di prifumi non poteva mancare lo spot che ha fatto la storia della pubblicità : Egoiste Chanel. Andato in onda nel 1990, lo spot nel suo contesto ci presenta tante donne ben vestite, pettinate, truccate e col cuore in frantumi. La rabbia come chiave di lettura dell’eterna contraddizione femminile sull’incompatibilità/bisogno primario del maschio accanto a sè. Nella pubblicità si vedono tante donne che si mettono a urlare dai rispettivi balconi e a lanciare invettive contro un uomo che sta nel balcone centrale dell’edificio. L’uomo non si vede mai, ma compare la sua mano che appoggia sulla ringhiera il noto profumo Egoiste di Chanel. Lo spot si conclude nel modo che tutti conosciamo: tutte le donne, all’unisono, gridano “Egoiste! Egoiste! Egoiste!…

I viaggi Alpitur.

Negli anni l’Alpitur si è presentata sempre come l’agenzia di viaggi più sicura e affidabile d’ Italia. I primi spot che risalgono al 1985, l’Alpitur si presenta in versione più seria spiegando i motivi che la rendevano il leader delle agenzie di viaggi. Mentre negli spot della fine anni 80,  l’Alpitur si presenta in versione più spiritosa con il famoso slogan “turista fa da te?, no Alpitur?, ahiahiahiahiii” Slogan che col passare del tempo è diventato un tormentone. In questo post vi presento uno spot del 1989 dove vediamo una coppia che si trova a girovagare senza meta in un deserto finchè un abitante del luogo su un cammello propone la nota formula: “Turisti fai da te?, No Alpitour?Ahiahiahiahi”                                                                                                                                                                                                                       

La Sip a partire dalla metà degli anni ’80, realizzò campagne pubblicitarie volte a promuovere sia i nuovi prodotti, sia un’immagine dell’azienda come profondamente rinnovata e proiettata nel futuro. Alcune fra le più note campagne furono affidate a importanti agenzie che operavano nel settore della comunicazione e del marketing di impresa. Un ruolo particolare fu svolto dalla Armando Testa SpA, che, a partire dal 1985, firmò per Sip la campagna che aveva per slogan “Il futuro è in linea“. Nel 1989 sui nostri schermi andava in onda una pubblicità che per testimonial aveva una giovane Yvonne Sciò. La giovane protagonista, dopo le ore 18:30, passava ore ed ore al telefono a parlare con il suo fidanzato, ma la frase che più è rimasta nella nostra memoria è “Ma mi ami, ma quanto mi ami? Ma mi pensi, ma quanto mi pensi? Impossibile dimenticarla!!

Come si può dimenticare lo spot del pennello Cinghiale? ormai è entrato nell’immaginario collettivo, basta vedere un fotogramma per riconoscerlo e ricordarselo subito. L’imbianchino era Vincenzo Toma, attore scomparso un po’ di tempo fa. Girò molti film con Celentano (Il bisbetico domato, Segni particolari: bellissimo, etc.) Lo spot partiva cn l’immagine di un imbianchino che gira per la città (Milano) in bicicletta con un grosso pennello sulla schiena, ad un tratto viene rimproverato da un vigile perchè “ostacola il traffico”! Il testo dello spot recitava cosi:

Vigile: (fischio) Ma cosa fa con quell’arnese? Ostacola il traffico!

Imbianchino: Devo dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande!

Vigile: Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello: “Cinghiale!”

Voce fuori campo: Cinghiale, la grande marca!

La cosa curiosa di questo spot è che la bicicletta aveva delle rotelle per poter reggere il grande pennello.

Ecco a voi uno degli spot che negli anni ’80 è stato un cult! A tutti è rimasta impressa questa frase, velata di un sottile doppio senso: “io ce l’ho profumato“. A pronunciarla (confondendo anche la sua consorte) un improbabile latin lover siciliano che in raltà si riferiva all’ alito, appunto profumato grazie alle mentine Mental. “E che avevi capito?” Frasi “scolpite” nei ricordi legati agli slogan commerciali. Erano gli anni in cui espliciti doppi sensi in TV rappresentavano la novità e trovavano eco nel linguaggio comune.

Ferrero Rocher.

Sulla scia del tema “ambasciatori” serie di spot Rocher intenti a sottolineare la raffinatezza del prodotto, già intrapreso da qualche tempo, Ferrero voleva sottolineare l’importanza di un clima meno caldo per poter offrire un prodotto qualitativamente elevato. Ecco quindi che, sul finire di agosto, periodicamente tornavano gli spot che comunicavano al pubblico che per gli amati cioccolatini era ancora presto e si doveva aspettare ancora qualche settimana. In questo caso l’ambasciatore di turno sceglie di posticipare il ricevimento in modo da poter offrire a tutti gli ospiti i gustosi Ferrero Rocher. In un altro spot, alcuni diplomatici presenti a un ricevimento scoprono la bontà del cioccolatino Ferrero. Lo slogan recita: “Una creazione dell’Italia che piace”. I successivi comunicati hanno imperversato fino alla fine degli anni ’90, e hanno avuto come protagonista la famosa contessa con la “voglia di qualcosa di buono” e il celeberrimo Ambrogio dalle mille risorse.

ta ta ta tta……. tabù!                                                                                                                                                                                                                                                               Cosi suonava la famossima “reclame” delle mini liquirizie Tabu. Sui nostri schermi, veniva presentato un “omino” nero con occhi, bocca e mani bianche che cantava, ballava e pubblicizzava le caramelle. Ricordo che quando andava in onda questo spot, mi mettevo avanti la televisione e cercavo di rifare le stesse movenze dell’ ”omino” delle Tabù. Sono anni ormai che è sparita la famosa e carinissima pubblicità di questo prodotto, ma le caramelle Tabù esistono ancora! Le trovate nel reparto dolciumi di tutti i supermercati e nei bar. La loro famosa e ricorrente scatolina di metallo scorrevole che da un foro laterale fa uscire tanti piccoli pezzettini di liquirizia nera è rimasta la stessa. La nota e storica scatolina bianca e verde riporta lo slogan...Tabù …e vivrai di più.

E’ su questo leitmotiv, infatti, che la sofficissima e liquiriziosa Morositas, caramella-icona bruna di quell’epoca, ha giocato il contenuto dei suoi più famosi commercial, per oltre dieci anni. Protagonista dei medesimi la modella, attrice e cantante francese Cannelle, uno dei primi fondoschiena femminili inquadrati nelle réclame televisive italiane, apripista pubblicitario ad innumerevoli altri fortunati sederi-testimonial. Cannelle, nome d’arte di Helena Viranin, ho trovato la notorietà presso il grande pubblico italiano nel 1986 grazie alle caramelle con le sue stesse forme e uguali colori, cui la modella imprestò un volto e un corpo da Barbie nera “svestita” in una canotta bianca loggata e un paio di short rosa, con il suo incedere sensuale e sculettante.