Category: Moda


Cosmesi anni ’80.

Lo spot che posto ora sicuramente non tornerà alla mente a molti di voi, se per quasto nemmeno a me, ma credo che rappresenti molto il trucco che andava di moda in quegli anni. I colori degli ombretti erano accesi: ficsia, lilla, verde acqua, giallo canarino, celeste, verde smeraldo etc. Per completare non mancava un mascara colorato, eyeliner steso anche sulla palpebra inferiore e colori accesi ed insoliti sulle labbra. Il make up riprendeva dallo stile punk-rock. La Pubblicità della Rimmel cosmetici del 1987 si presenta con poche parole, anzi una sola, il nome del prodotto ripetuto più volte, e un breve slogan finale, una colonna sonora quasi robotica e un video realizzato con la tecnica dello stop-motion che mostra come un volto di donna può trasformarsi in mille modi diversi grazie alla gamma di prodotti cosmetici Rimmel.

In tema di prifumi non poteva mancare lo spot che ha fatto la storia della pubblicità : Egoiste Chanel. Andato in onda nel 1990, lo spot nel suo contesto ci presenta tante donne ben vestite, pettinate, truccate e col cuore in frantumi. La rabbia come chiave di lettura dell’eterna contraddizione femminile sull’incompatibilità/bisogno primario del maschio accanto a sè. Nella pubblicità si vedono tante donne che si mettono a urlare dai rispettivi balconi e a lanciare invettive contro un uomo che sta nel balcone centrale dell’edificio. L’uomo non si vede mai, ma compare la sua mano che appoggia sulla ringhiera il noto profumo Egoiste di Chanel. Lo spot si conclude nel modo che tutti conosciamo: tutte le donne, all’unisono, gridano “Egoiste! Egoiste! Egoiste!…

Gli anni ’80 sono gli anni delle sensazioni forti, il profumo maschile esalta il corpo dell’uomo, le donne affermano e consolidano le loro conquiste professionali con vestiti scollati e fragranze così forti da poter suscitare malessere. Come per l’abbigliamento, il profumo aiuta a distinguere le persone : coloro che portano una fragranza in cui domina per esempio la nota di lavanda, non comunicano lo stesso messaggio di quelli che, al loro passaggio, lasciano un profumo di patchouli. Un profumo che in quegli anni andava di moda tra le donne era Gocce di Napolen, profumo dalla fragranza molto forte. La pubblicità di questo profumo era molto simpatica e allegra: una ragazza con un ombrello canta e balla insieme a un simpatico gattino animato, sulle note di un jingle ispirato a “Raindrops keep falling on my head“, che diventa “Gocce di Napoleon su di me un gatto mi guarda e mi fa un sorriso che goccia su di me – ah sul mio corpo penso a te m’innamoro m’innamoro di te…”


Eccovi uno degli spot che hanno fatto la storia della pubblicità tv degli anni 80. Parodiato spesso e volentieri, lo spot Denim After Shave è diventato celebre per lo slogan “Per l’uomo che non deve chiedere, mai“. Siamo negli anni ’80, le eau de toilette esistono già, ma cominciano a comparire anche i veri e propri profumi da uomo. Il profumo negli anni ’80 riflette le tendenze dell’epoca : il famoso culto del corpo ma anche il debutto della guerra tra i sessi.

Il mito degli anni ’80.

Il mitico Ciao della Piaggio è certamente nato molto tempo prima degli anni ’80 ma sicuramente evoca la spensieratezza di quegli anni. Un motorino rivoluzionario, di una semplcicità sconvolgente che ha rivoluzionato il modo di andare in giro. Il Ciao ed il suo successivo “cugino” Bravo, è stato un mito per tutti. Con un motore a 2 tempi di 49 di cilindrata, il Ciao andava con l’ormai scomparsa miscela, ossia benzina con una soluzione del 2% di olio che era in grado di far volare il nostro amico a ben 50 km/h. Ma i motorini come il Ciao erano un invito a nozze per tutti i tamarri con la fissazione della velocità. La cosa bella di questo motorino era che non si fermava mai. E nel caso malaugurato di un guasto, si poteva sempre pedalare! Nello spot che presento qui in basso si vede il Ciao che fa “miracoli” perchè fa uscire dalla fontanella l’aranciata. La canzone che fa da sottofondo è Fame di Irene Cara, indimenticabile colonna sonora del telefilm cult anni ’80 “Saranno famosi“.

Sexy Spot.

Nel 1984 sui nostri schermi andò in onda uno spot che credo che abbia fatto perdere la testa a molte donne dell’epoca. Sto parlando dello spot Levi’s 501Laundrette“. Il protagonista di questo spot è Nick Kamen, modello e cantante molto in voga in quegli anni. Un bel ragazzo (Nick) entra in una lavanderia e senza problemi si spoglia sotto agli occhi di ragazze meravigliate dallo splendore del suo fisico, mette jeans e T-shirt a lavare e si siede ad aspettare in mutande fra le altre persone finchè i suoi vestiti non sono pronti, a quel punto si riveste ed esce dal negozio.

Macchine anni ’80.

La Fiat acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, è stata fondata l’11 luglio 1899 a Torino come casa produttrice di automobili. L’inizio degli anni ottanta la Fiat presenta un ulteriore ringiovanimento della gamma con le Fiat Panda del 1980 (design di Giugiaro). Nel 1983 nasce la Fiat Uno (design di Giugiaro), degno successore della Fiat 127, è la prima autovettura della casa il cui motore, il FIRE 1000, è prodotto negli stabilimenti di Termoli ed è a tutt’oggi il modello Fiat che vanta il più grande numero di esemplari costruiti, oltre 8.000.000. Nel 1985 la Fiat presenta la Croma, contemporaneamente alla Lancia Thema e alla Alfa Romeo 164 (design di Pininfarina).Nel 1988 esce la Fiat Tipo che va a sostituire, nel campo delle berline di media cilindrata, la Fiat Ritmo, seguita a distanza di due anni dalla presentazione della Fiat Tempra, altro progetto di collaborazione con la Alfa Romeo 155, e la Lancia Dedra. Sempre del 1988 è la presentazione di un altro modello che ha fatto la storia, dell’azienda Fiat, la Fiat Duna, un’autovettura, nata e prodotta in Brasile dove ha avuto molto successo, al contrario una volta importata in Italia si rivelò un fiasco commerciale.

La moda paninara prese piede tra il 1982 e il 1983. Con il termine paninaro si identifica un sottocultura giovanile nata a Busto Arsizio nei primissimi anni ottanta e diffusasi in seguito nella vicina Milano e da lì in tutta Italia. La caratterizzavano l’ossessione per la griffe nell’abbigliamento e in ogni aspetto della vita quotidiana, il rifiuto della politica e l’adesione a uno stile di vita fondato sul consumo, il divertimento ad ogni costo e la spensieratezza. L’obiettivo primario dei paninari era godersi la vita senza troppe preoccupazioni; si trovavano perfettamente a loro agio nell’adeguarsi ai modelli del cinema americano di consumo e ai consigli degli spot pubblicitari trasmessi dalle televisioni commerciali. Questo gruppo iniziò a vestirsi in modo simile acquistando nei negozi del centro cittadino capi di abbigliamento di origine (o stile) statunitense e iniziò a ritrovarsi i pomeriggi nel centro di Milano nella zona di Piazza Liberty dove si trova il bar “Al Panino“, che fornì il nome al movimento. Ciascuna compagnia era conosciuta con un nome che faceva riferimento o al bar dove si radunava o alla via ove era sito tale bar. Le compagnie più numerose e importanti erano conosciute anche e soprattutto per i propri “capi”, raramente sopra i vent’anni, che erano quasi sempre conosciuti attraverso il proprio nome associato ad un soprannome. Dopo circa quattro anni dalla sua nascita, i paninari vengono conosciuti a livello nazionale; per merito della pubblicazione di alcuni fumetti dedicati ai  loro e al personaggio interpretato da Enzo Braschi nella trasmissione Drive in. Il paninaro coltivava una maniacale attenzione per il proprio stile, rigorosamente di marca. L’abbigliamento paninaro prevedeva: giubbotti imbottiti da aviatore “bomber” ( Moncler, Avirex), giubbino di jeans foderato si finto pelo all interno, stivali da cowboy, scarponcini di pelle scamosciata ( Timberland), scarpe sportive colorate rigorosamente senza stringhe (Superga, Vans, New Balance e Nike), jeans (Enrico Coveri, Levi’s, Americanino o Armani), maglioni, felpe, camicie a quadri (Stone Island o Nej Oleari per le ragazze) e infine, il pezzo che non doveva mancare, la cinta di pelle ( El Charro). il feticcio dei paninari era il cibo consumato presso i fast food, che proprio in quegli anni inizano a diffondersi in tutta Italia. La Moda paninara di spense a Milano tra il 1987 e il 1988 e un paio di anni più tardi nel resto dell’Italia, sostituita da altre sottoculture che riflettevano la fine di un decennio consumato all’insegna dell’edonismo e della superficialità.

In questi anni vengono messi in commercio i fazzoletti Tempo aromatizzati all’ eucalipto e con l’innovativa chiusura apri e chiudi. Nel 1985 viene immesso sul mercato la plastilina profumata Didò; prodotto rivolto ad un traget di bambini dai due ai cinque anni. Si iniziano a vedere i primi prodotti di decorazione in bombolette spray: la prima a comparire è la neve artificiale natalizia con cui vengono decorate vetrine e alberi di natale; sarà seguita dalla “schiuma di carnevale” e, verso il 1988, dalle stelle filanti spray. Debuttano le varianti industriali dei dolci natalizi classici: primo esempio il Tartufone seguito dal pandoro farcito con crema d’arancia. Nel 1986 debutta la coca-cola light ed altre bevande come 101 (ingl. one-o-one) della Sampellegrino. Le merendine diventano largamente diffuse ed il Mulino bianco mette nelle confezioni oggetti da collezione (es, gomme da cancellare di qualsiasi forma.)  Nel 1983 debutta la prima collezione di orologi da polso Swatch, che otterranno un grande successo a metà del decennio. In questi anni era di moda metterne due al polso. Visto il grande successo nel 1987 verranno realizzati anche in versione gigante da parete. In poco tempo le vecchie cartelle scolastiche vengono soppiantate dagli zaini; famosissima marca di questi anni è l’ indimenticabile Invicta.

Gli anni ’80 ripiega l‘interesse sulla domensione privata (famiglia, lavoro, cura di sé, ecc.) In questi anni si va alla ricerca del successo economico-professionale, da ostentare attraverso lo stile di vita; sotto questo aspetto è emblematica la figura dello yuppie (è la forma breve di Young Urban Professional.) In Italia si diffondono i fast food; nel 1981 apre a Milano in Piazza San Babila un bar chiamato Al panino (da cui il termine paninaro), a Roma a Piazza di Spagna aprono i primi McDonald’s.
Verso la metà del decennio si vede la diffusione del lettore di videocassette VHS e, qualche anno dopo si ha la diffusione in massa del videoregistratore. Di conseguenza, si assiste alla nascita del video noleggio.Nel corso degli anni ’80 si diffondono i Bancomat e le carte di credito. Nascono i prodotti usa e getta e monouso.
A fine decennio,vengono trasmesse le campagne di sensibilizzazione su virus HIV (spot “se lo conosci lo eviti…”) e sull’uso del preservativo. Si vede il grande successo dei videogiochi Pac-Man (1980) e Tetris (1985); emerge anche il personaggio di Super Mario, creato nel 1981 da Shigeru Miyamoto e diventato in seguito simbolo della Nintendo e dei videogiochi in genere. Ha successo del rompicapo “cubo magico” o cubo di Rubik e di giocattoli elettronici come il Grillo Parlante della Clementoni.
La televisione inizia ad entrare nella vita comune delle persone: nelle Tv private non esistono ancora i telegiornali, ma negli stessi orari, soprattutto alle 20.00, vengono trasmessi cartoni animati come Snorky, L’incantevole Creamy, Occhi di gatto, Magica Emi, Memole e Georgie e cult Kiss Me Licia.