Category: Dolci


Io non ho mai provato Urrà.

Io non ho mai provato Urrà… E tu hai mai provato Urrà? Saiwa Urrà nel 1987 propone questo spot semplicissimo ma che nella sua semplicità è diventato comunque un “cult” per via del personaggio, denominato “Mister Banana”: questo tipo con gli occhialoni e la pettinatura molto particolare è rimasto nell’immaginario collettivo e ancora oggi molti lo ricordano. L’attore protagonista dello spot è Fabio Bussotti.

Annunci

In questo spot vediamo un altro dei tanti soggetti di una campagna durata dalla fine degli anni ’80 fino intorno al 1993, in cui vari personaggi della vita comune, come presi a caso da un intervistatore, raccontano cosa significhi per loro avere fame e risolvere il proprio “buco nello stomaco” con una Fiesta Ferrero. Alcuni anni dopo verso la metà degli anni ’90 sentiremo negli spot la famosa frase “non ci vedo più dalla fame“.

La rivale della Nutella.

Sul finire degli anni ’70 si scatena una piccola guerra di mercato tra le case dolciarie per produzione di creme spalmabili ed attentare allo stradominio della Nutella. Tra le varie creme che uscirono in commercio, senza dubbio l’unica crema gianduia concorrente a quella di casa Ferrero era Ciao Cream della Star. Nonostante nel 1984 venne lanciata sul mercato Ciao Cream a due gusti, metà nocciola e metà cacao, con una incalzante campagna pubblicitaria, di cui divenne celebre la frase “Eh no! Due gusti due baci!“, gradualmente sul finire del decennio i barattoli di Ciao Cream cominciarono a sparire dagli scaffali dei dolciumi. Attualmente la Star produce una linea di preparati per dessert, dalle mousse ai budini, dai semifreddi alle gelatine chiamata “Ciao Crem” ma della crema spalmabile metà bianca e metà nera non c’è più traccia.

Come si fa a non parlare di cioccolato senza parlare della Kinder? Ancor di più, come si fa a parlare della Kinder senza pensare al faccione del sorridente bambino dagli occhi azzurri sulla confezione delle barrette Kinder Cioccolato, quelle di più latte e meno cacao! Quel faccione, che sul finire degli anni ’60, comincia a fare da testimonial,dapprima in germania, poi negli anni ’80 con la fusione Kinder/Ferrero anche da noi, appartiene ad un’ormai 42enne di Monaco che risponde al nome di Günter Euringer . Il giovincello per aver prestato il suo volto alle barrette della Ferrero ricevette il compenso di 300 marchi tedeschi. Nel 2005 viene rimpiazzato da un bimbo di Bologna che vagamente ne ricorda le fattezze, ma non è più lui. Per fortuna il sapore delle buonissime barrette non è  mai cambiato!

Quante cose sono cambiate dagli anni ’80 ad oggi; sono cambiati i modi di mangiare, di vestirsi, di passare il tempo libero, i modi di relazionarsi e i modi di giocare!! Ecco sopratutto i modi di giocare di quando si viveva negli anni ’80 è cambiato. Mi ricordo quando io e i miei amici ci riunivamo per strada e giocavamo con il Super Santos, quando facevamo le corse con la BMX o con i pattini a quattro ruote che si allungavano quando la misura del tuo piede cresceva, oppure quando era brutto tempo e ci riunivamo in casa a giocare con il Monopoli, l‘Allegro Chirurgo o quei bellissimi giochi in cui ti immedesimavi a fare il cuoco. E proprio di questi ultimi giochi voglio raccontarvi. Chi si ricorda il Dolce Forno della Harbert? Era un piccolo giocattolo che dava la possibilità a tutti i bambini di diventare dei grandi cuochi, per imparare a cucinare con mamma e divertirsi sporcandosi e gustando qualche piccola bontà fatta con le proprie mani. Il dolce Forno cuoceva i cibi con il calore di due comuni lampadine da 100 Watt (poi nella versione attuale portate a 60 Watt). Il giocattolo era corredato di ciotoline e teglie, un piccolo mattarello, ed un mini libro per le ricette. Un altro dei giochi in cui ti potevi imbattere a preparare deliziose cose da mangiare era La macchina del gelato,una sorta di “joint venture” tra la Gig, che produceva l’apparecchio in questione, e la Cameo, che produceva gli ingredienti necessari per fare un bel gelato con questa macchina simile a quelle commercializzate anni prima dalla Harbert. Celeberrimo il jingle: “viva la macchina del gelato, in tre minuti vien prelibato…

Pane e Nutella!

Il celebre marchio è rimasto invariato per più di quarant’anni. La caratteristica scritta Nutella affiancata alla fetta di pane, al coltello, al bicchiere di latte e alle nocciole è ancora oggi l’immagine guida dei milioni di vasetti venduti in tutto il mondo. Da generazioni Nutella accompagna milioni di famiglie nel momento più importante della giornata: la prima colazione. Nutella rappresenta da sempre un prezioso alimento per la colazione, perfetto per affrontare con la carica, l’energia e il sorriso tutti gli impegni della vita di ogni giorno. E’ su questi valori che gli spot della Nutella si sono sempre basati. Un esempio è  questo spot Nutella del 1989, dove una ragazzina è impegnata in una gara di pattinaggio sul ghiaccio. Grazie a Nutella ha l’energia necessaria per riuscire al meglio nella sua esibizione.

Quali sono i baci che più amiamo? Sicuramente sono i Baci Prugina! Nel tempo sono cambiati spot e packaging, l’unica cosa che non è cambiata è il traget a cui si riferisce (i giovani) e sopratutto la festività il San Valentino. Questo che presento oggi è sicuramente tra gli spot più simpatici andati in onda negli anno ’80, in questo caso siamo nel 1986. Lo spot si apre cn  una canzoncina coinvolgente che fa “tu tu tu tubiamo” ed è il motivo dominante del San Valentino a metà degli anni ’80, in cui l’immagine dei Baci viene “svecchiata” e avvicinata al mondo dei giovani con l’invenzione del “tubo” di Baci e dello slogan “Tubiamo” che in questo spot diventa travolgente. Tra i protagonisti di questo spot, vediamo una giovanissima Claudia Gerini (la ragazzina bionda cn i capelli ricci legati a coda) e il simpatico Riccardo Rossi che fa il deejay. Per la festa degli innamorati il Bacio Perugina è d’obbligo. Anche i meno romantici cedono alla tentazione di regalarlo alla propria metà, perchè in fondo si tratta di un cioccolatino. Un cioccolatino che sembra esprimere l’essenza dell’amore e del  San Valentino.

Chi si ricorda questa famosa frase detta dal singor Bistefani? Questo che vi presento oggi è il primo, storico spot che ha aperto la famosa saga, durata quasi vent’anni, degli spot che vedono protagonisti il fornaio Carlo e il signor Bistefani e nel cui finale il “capo” pronuncia puntuale la classica battuta “E chi sono io, Babbo Natale?” con annesso effetto a sorpresa.

Ferrero Rocher.

Sulla scia del tema “ambasciatori” serie di spot Rocher intenti a sottolineare la raffinatezza del prodotto, già intrapreso da qualche tempo, Ferrero voleva sottolineare l’importanza di un clima meno caldo per poter offrire un prodotto qualitativamente elevato. Ecco quindi che, sul finire di agosto, periodicamente tornavano gli spot che comunicavano al pubblico che per gli amati cioccolatini era ancora presto e si doveva aspettare ancora qualche settimana. In questo caso l’ambasciatore di turno sceglie di posticipare il ricevimento in modo da poter offrire a tutti gli ospiti i gustosi Ferrero Rocher. In un altro spot, alcuni diplomatici presenti a un ricevimento scoprono la bontà del cioccolatino Ferrero. Lo slogan recita: “Una creazione dell’Italia che piace”. I successivi comunicati hanno imperversato fino alla fine degli anni ’90, e hanno avuto come protagonista la famosa contessa con la “voglia di qualcosa di buono” e il celeberrimo Ambrogio dalle mille risorse.